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programmi applicativi

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Programmi applicativi

una regola d'oro: lo standard

Lavorare per niente non è gratificante. Ma si lavorerebbe, spendendo tempo invano, per niente, se si salvasse il proprio lavoro, di qualsiasi genere (testo, immagini, musica, multimediale, etc.), con un formato proprietario, ossia quel tipo di formato, che solo un certo tipo di software può leggere (/interpretare). Perchè avremmo lavorato invano?

  1. perchè molti altri, che non hanno quel software, non potrebbero "leggere" quel lavoro (testo, o grafica, o multimediale, etc.)
  2. perchè noi stessi, un domani, potremmo (decidere di o trovarci costretti ad) abbandonare quel software, e ci troveremmo nella condizione di non poter più usare ciò che noi stessi avevamo prodotto.

Dunque? La soluzione è usare sempre, ovunque possibile almeno, un formato non-proprietario, ma standard. Lo standard per eccellenza sono i formati stabiliti dal W3C: html, xml, svg, etc. Di fatto però a tutt'oggi mancano i programmi in grado di manipolare con adeguata flessibilità e potenza i dati.

Sarebbe sproporzionatamente dispendioso costruire, ci risulta, ad esempio, un un foglio di calcolo  in xml.

Qualcosa si muove però per la videoscrittura: non è ormai lontano il momento in cui si potrà usare html come standard per la videoscrittura.

Così come per i database, se programmi come MS Access restano insostituibili come interfaccia grafica, è già possibile salvare i dati in un formato standard come MySQL.

In sintesi potremmo indicare come formati standard, a titolo esemplificativo, senza pretesa di completezza:

per dati di tipo

non, ad esempio...

ma...

videoscrittura

.doc

.rtf, .html, .xml

documento stampabile .pdf .svg

foglio di calcolo

.xls

.csv

database

.mdb

.csv, .sql

immagine

.gif

.jpg, .png

immagine vettoriale

.swf

.svg

file audio

 

.mid, .mp3

Non stiamo dicendo, ad esempio, di non usare Excel, ma di salvare i dati almeno anche in formato non proprietario (in quel caso .csv).

una attenzione da avere verso tutti i programmi

Un consiglio: soprattutto se usate Windows (con Linux la disinstallazione è più pulita) non siate troppo frettolosi nell'istallare nuovo software. Accertatevi bene prima che sia veramente necessario. Se vi trovate bene con i vostri attuali programmi non smaniate di provarne altri . Nel mondo del software non è facile trovare dei programmi davvero buoni. Quando se ne trova qualcuno, conviene "tenerselo buono".

Perché? Perché non solo potreste perdere tempo, trovando che non sono affatto meglio di quello che già avevate, ma più che altro per il fatto che ad ogni nuova istallazione di software (tranne rare eccezioni di programmi ben fatti, e poi ne diremo) il vostro Pc invecchia, nel senso che si appesantisce, trovandosi qualche libreria in più (ad esempio nella cartella /system), qualche nuova chiave nel registro, nuovi files sparsi qua e là, e porzioni di memoria indebitamente occupate, intasando inutilmente il sistema e rallentando la velocità del PC.

Fate caso che quando il computer è nuovo è più veloce. Perché, cammin facendo, perde velocità ed efficienza?
Una delle cause fondamentali, se non l'unica, è la congestione di programmi: installatesempre nuovi programmi.
Stupirsene, sarebbe come stupirsi se un'automobile non vada veloce se è caricata come si caricherebbe un TIR!

Obiezionen.1: ma il mio PC è superaccessoriato (processore ultraveloce, memoria enorme, etc.)...
Risposta : non esiste PC così superaccessoriato che non declini nelle prestazioni se viene continuamente ingombrato da nuovi programmi. E viceversa: un PC sottodotato può mantenersi snello ed efficiente, se viene trattato con sobrietà, senza congestionarlo di software.

Obiezionen.2: ma io i programmi che non mi vanno bene li disinstallo..
Risposta :in moltissimi casi (direi la quasi totalità) la disinstallazione non elimina completamente quello che è stato installato. Se voleste (a vostro rischio, per il tempo che perdereste) fare una prova, formattate il disco fisso, reinstallate tutto e solo ciò che vi è davvero necessario, e vedete quale differenza in termini megabyte c'è tra prima e dopo: la differenza (e c'è, eccome se c'è) sono appunto i "residui" lasciati dai programmi malamente (falsamente) disinstallati.
Purtroppo a distinstallarsi bene sono proprio i programmi migliori, cioè quelli che nonandrebbero disinstallati...

Obiezionen.3: ma come fare allora a provare un nuovo programma..
Risposta: beh, se qualcuno di fiducia ve lo consiglia, potete anche rischiare; l'ideale è aver partizionato il disco fisso creando più sistemi virtuali.

Come riconoscere del cattivo software?

Ci sono alcuni parametri, relativi soprattutto alla installazione/disinstallazione: un buon software non è invadente, lascia che sia l'utente a giudicare se valga la pena tenerlo, e non trascura alcun dettaglio che favorisca l'utente.

in dettaglio

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